Zare e Team Pace: insieme fino all’ultimo miglio

Da sempre vicini al mondo accademico e al settore del motorsport, vogliamo raccontare di una collaborazione che non può che renderci orgogliosi ovvero quella che ci ha visti coinvolti insieme al Team PACE del Politecnico di Torino per la realizzazione del prototipo PEB, veicolo per l’ultimo miglio il cui covering system è stato interamente realizzato in Additive Manufacturing.

Lo scorso anno PEB ha ricevuto importanti riconoscimenti in occasione del PACE Global Annual Forum svoltosi presso l’Università Tecnòlogico de Monterrey a Toluca, Messico, che hanno portato la squadra sul gradino più alto della classifica complessiva.

Abbiamo intervistato alcuni dei ragazzi facenti parte del team, per spiegare in che cosa consista il veicolo soprannominato PEB, quali sono state le fasi della realizzazione e quali vantaggi l’Additive Manufacturing ha garantito alla concretizzazione di questo ambizioso progetto.

Ringraziamo i Team Leaders Gianluca Mosiello, Andrea Bongiovanni, Diego Sartirana e il Project Leader A.M. Stefano Di Falco per il tempo dedicatoci e per l’intervista che hanno rilasciato.


PEB

Che cos’è il Team PACE e quali obiettivi si pone?

(Andrea Bongiovanni) PACE, Partners for the Advancement of Collaborative Engineering Education, è un consorzio nato nel 1999 dall’iniziativa di diverse aziende leader nel settore industriale.
PACE sostiene istituzioni accademiche a livello globale allo scopo di diffondere ed incrementare le conoscenze e l’utilizzo degli strumenti per lo sviluppo di prodotti industriali, dalla fase di progettazione fino a quella di produzione. Concretamente le attività svolte consistono in progetti di ricerca in collaborazione con università gemellate, competizioni a squadre, concorsi riservati agli studenti e progetti didattici congiunti.
Per quanto concerne la competizione, l’evento è organizzato da General Motors che si premura di controllare il corretto e leale operato dei team. Scopo della gara è la realizzazione di un mezzo elettrico concepito per la percorrenza dell’ultimo miglio. Ogni fase della lavorazione non è mai lasciata al caso: ci occupiamo di studi di settore, progettazione, marketing e realizzazione.
Ad oggi il Politecnico di Torino è l’unica Università italiana ad appartenere al gruppo di 42 atenei che partecipa all’iniziativa.

Raccontateci meglio del progetto PEB, in che cosa consiste questo veicolo dell’ultimo miglio?

(Stefano Di Falco) Con veicolo per la percorrenza dell’ultimo miglio si intende un veicolo in grado di facilitare l’utilizzatore nella percorrenza di brevi tratte urbane all’interno di città densamente popolate. Le nostre ricerche di mercato e gli studi di settore si sono orientati verso la ricerca di una soluzione che permettesse a persone over 65 di spostarsi agevolmente, in modo sicuro e confortevole, all’interno di Shangai, città presa a modello per l’elevata densità di popolazione e per l’alto tasso di anzianità.

Il prototipo progettato dai ragazzi del Team PACE dell'Università di Bologna

Quali sono state le principali fasi di progettazione e lavorazione a cui PEB è stato sottoposto?

(Stefano Di Falco) La prima “mossa” da fare è stata simulare l’operato di una vera azienda che attraverso ricerche di mercato, studi di settore e fattibilità sviluppa un prodotto, curandone ogni particolare. Sono state molteplici le attività che ogni area di engineering ha svolto per implementare il mezzo tramite progettazione e simulazione software. Citiamo per maggiore chiarezza alcune iniziative centrali alla riuscita del progetto: l’introduzione di Hubless Wheel, soluzione per la trasmissione di potenza, la programmazione della centralina elettronica che ha consentito di poter sfruttare ben tre modalità di funzionamento (Driving mode, Companion mode e Carring mode) e indubbiamente la produzione dell’intero covering system in Additive Manufacturing. Queste che abbiamo elencato sono solo alcune delle caratteristiche di un prototipo vincente!

Arriviamo così alla collaborazione con Zare Srl, cosa potete dirci del vostro rapporto con la nostra azienda e sui vantaggi apportati dall’additivo al vostro prototipo?

(Stefano Di Falco) Abbiamo conosciuto Zare grazie a consigli professionali di esperti del settore.
La tecnica additiva è risultata essere fondamentale per il nostro progetto, sin dalla fase di progettazione. Infatti, trattandosi di un prototipo, non potevamo disporre di un know-how specifico in merito al veicolo, ma la flessibilità dell’additive manufacturing si è rivelata una carta vincente che ha aperto interessanti prospettive di dialogo tra il reparto AM e tutti gli altri ambiti dell’engineering coinvolti nel team. Si è creato così un virtuoso gioco di equilibri che in fase di design ha permesso la modifica online dei componenti del sistema di carenatura oltre alla crescita dei componenti e degli ingombri interni che sono stati implementati e via via migliorati.
Ritornando al covering system di cui accennavamo prima, abbiamo scelto di realizzare lo “shell” in HP Multi Jet Fusion. Questa tecnologia ha reso possibile la realizzazione di diversi componenti, conferendovi qualità di isotropia, altissimo grado di risoluzione e finitura superficiale. A queste caratteristiche si aggiungono vantaggi come velocità di realizzazione e costi vantaggiosi. Attraverso il materiale PA12 utilizzato da questo sistema di stampa, abbiamo ottenuto le adeguate conformità per l’assemblaggio e le funzionalità per la tenuta strutturale richiesta durante i road test.

Il prototipo PEB in pista

PEB è stato presentato nel 2017 al PACE Global Annual Forum ove ha ottenuto importanti riconoscimenti. In che cosa consiste questo evento?

(Gianluca Mosiello, Andrea Bongiovanni, Diego Sartirana) Il PACE Global Annual Forum è un evento organizzato e gestito da General Motors e rappresenta il punto di arrivo di un percorso lungo un intero anno in cui tutte le attività di progettazione, validazione e manufacturing si esplicano in presentazioni e prove su strada.
Tutte le università si presentano al Global Annual Forum molto agguerrite e ben organizzate, consapevoli del fatto che una competizione di questo calibro rappresenti un’opportunità che il team non può permettersi di sbagliare.
Aver ottenuto così tanti riconoscimenti inorgoglisce soprattutto noi studenti, membri del team, che abbiamo seguito il prototipo dalla prima bozza fino all’ultimo bullone e, secondariamente, tutti gli addetti ai lavori che ci hanno sostenuto in questi mesi.

Ndr: In occasione del PACE Global Annual Forum, il Team del Politecnico di Torino si è distinto ottenendo: primo posto in Product Engineering, primo posto in Industrial Design, secondo posto in Manufacturing, primo posto per il miglior paper presentato durante il forum.

Team PACE

Concludiamo con una domanda che riguarda da vicino il vostro personale contributo al progetto. Quanto credete sia importante vantare sul curriculum un’esperienza di questo tipo che vi consente di affacciarvi al mondo del lavoro e, nello specifico, dell’innovazione ingegneristica?

(Stefano Di Falco) Potrebbe risultare pretenzioso cercare di predire quale impatto questa esperienza avrà sulle nostre future carriere, tuttavia è evidente che la possibilità di cimentarsi con problemi reali già durante il nostro percorso accademico permetta allo studente di osservare con spirito critico le difficoltà che possono nascere nella fase post-didattica.
Avere la possibilità di guardare oltre il proprio percorso di studi, misurandosi con una realtà molto simile a quella lavorativa, è, prima di tutto, un privilegio per ogni studente che possa dire di aver preso parte al team PACE.

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