Una vita di corse - Intervista a Gabriele Torelli, il pilota di Zare

In occasione del workshop del 19 luglio dedicato ad HP Jet Fusion, abbiamo ricevuto la visita del pilota Gabriele Torelli che attualmente sta gareggiando nel campionato italiano Mini Challenge riservato alle Mini Cooper. Ne abbiamo approfittato per parlare con il pilota numero #44 e farci raccontare qualcosa sulla sua passione per le quattro ruote, l’esperienza in Mini Challenge e com’è nato il rapporto con Zare, la Fabbrica dedicata alla produzione additiva.

Gabriele Torelli visita Zare in occasione del workshop dedicato ad HP Jet Fusion

Partiamo dalle origini del tuo rapporto con la velocità, come nasce il tuo amore per le quattro ruote?

Si può dire che io discenda da una famiglia di piloti, mio nonno gareggiava nelle corse in salita e in pista mentre mio padre, Alessandro, ha gareggiato nei rally fino a dieci anni fa e ad oggi mi segue ad ogni appuntamento in pista. Ho provato per la prima volta un kart all’età di 8 anni, mi sono bastati cinque giri per apprezzarlo ma non è sorto in me alcun interesse per proseguire. Per un lungo periodo mi sono limitato ad ammirare le corse automobilistiche da semplice spettatore poi, un giorno, è scattato qualcosa su un kart a noleggio e, da lì in poi, si può dire che io non sia più sceso dalla macchina!

Dal 2014 non hai fatto che macinare successi: campione italiano nella Green Hybrid Cup di BRC KIA nel 2014, vice campione italiano nella Seat Ibiza Cup (2015), campione italiano nella Seat Ibiza Cup (2016) e l’anno scorso ti sei laureato campione nella Seat Leon Cupra Cup Italia. La domanda sorge spontanea: ci sono dei campionati che vorresti ancora provare?

Gli anni passano ma la voglia di vincere e di provare nuove emozioni sul campo di gara rimane. Il sogno c’è e si chiama Campionato Italiano Gran Turismo (GT) a cui prendono parte le vetture dei marchi più prestigiosi. Un altro obiettivo che mi pongo è la partecipazione al Campionato del Mondo Porsche SuperCup, l’unico campionato che corre nei weekend della Formula 1.

Ritorniamo al presente ovvero alla tua esperienza in Mini Challenge, qual è stata fino ad ora la gara più emozionante?

Considero la gara 2 di Misano, disputata il 17 giugno, una delle più belle della mia vita. Sono arrivato a Misano da capoclassifica ma si è trattato un weekend tutt’altro che semplice. In gara 1 sono stato costretto a ritirarmi a causa di un problema ai freni. Al secondo appuntamento in pista partivo diciottesimo e sono arrivato secondo. È stata una gara emozionante, piena di contatti e spallate con gli altri piloti, ma sempre nei limiti del regolamento. Se tutte le gare fossero così gli autodromi sarebbero strapieni di spettatori.

Superata la metà del campionato ti trovi a rincorrere il veterano Sandrucci, cosa ti aspetti dagli appuntamenti di Vallelunga (8-9 settembre) e Monza (6-7 ottobre)?

Mi aspetto che la fortuna giri. Ho collezionato due zeri che in ottica campionato sono pesantissimi. In entrambe le gare dove mi sono ritirato Sandrucci ha vinto, superandomi in classifica e allungando parecchio in campionato. Vallelunga e Monza saranno due appuntamenti dove “usare la testa”. In ogni caso se ci saranno le occasioni per attaccare non mi tirerò certo indietro: le ultime due remuntade dimostrano che non mollo facilmente. E così farò. Voglio portare a casa un bel risultato a fine anno.

Oggi ti trovi qui con noi in occasione dell’evento dedicato ad HP Jet Fusion, vuoi raccontarci come è nato il tuo rapporto con Zare?

Devo riconoscere che è iniziato tutto per pura casualità. Era l’estate del 2016 e mio padre si trovava in Zare per ragioni di lavoro. Quell’anno gareggiavo nel campionato Ibiza Cup, ero in testa e di lì a pochi mesi avrei vinto. Parlando con Sauro (ndr: Zanichelli, CEO di Zare), è emerso il discorso automobili e corse. È bastata una chiacchierata per iniziare questo rapporto, ad oggi devo moltissimo a Sauro e Andrea (ndr: Pasquali, General Manager di Zare). L’Emilia Romagna è la terra dei motori, la Motor Valley, e sono orgoglioso di essere sostenuto da un’azienda del luogo: le corse non sono solo velocità e adrenalina, alla base di tutto ci sono ricerca, tecnologia e ingegneria. Per questo sono fiero di fare parte, in qualche modo, del progetto innovativo di un’azienda come la vostra che con i suoi prodotti guarda al futuro e aspira sempre al top.


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